Regolamenti delle compagnie di ventura tratte da NUOVE DISPOSIZIONI DEL BANCO DEGLI STIPENDIARI (Archivio di Stato di Venezia, Commemoriali, reg.XII, cc.136-9 Raccolta di ordinanze datata 1434 in Archivio di Stato di Venezia,)

REGOLAMENTI DELLE COMPAGNIE DI VENTURA tratte da NUOVE DISPOSIZIONI DEL BANCO DEGLI STIPENDIARI

(Archivio di Stato di Venezia, Commemoriali, reg.XII, cc.136-9 Raccolta di ordinanze datata 1434 in Archivio di Stato di Venezia,) Traduzione dal latino a cura di Lorenzo Calabrese.

Note sul documento:

 “ I regolamenti militari che ci sono pervenuti dai primi anni ’30 del Quattrocento sono raccolti in un documento assai voluminoso ed esauriente,

E’ costituito da 56 capi, con un’appendice sulle armi il cui possesso era richiesto tanto alla cavalleria che alla fanteria, e sulle pene previste in caso di inadempienza.

I capitoli più importanti riguardano la procedura per l’ingaggio e la rassegna delle truppe, i regolamenti delle ispezioni, i limiti di tempo concessi per portare uomini e cavalli al numero previsto prima che fossero applicate le sanzioni, e le norme sul soldo.

Si continua poi formulando i giuramenti di fedeltà e obbedienza cui erano tenuti i soldati: dovevano giurare di rimanere fedeli a Venezia, di osservare i regolamenti, di non trattare con il nemico, di non provocare disordini con i civili, di consegnare i prigionieri più importanti, di non attraversare la città senza autorizzazione, e infine di rispettare i collaterali.

I regolamenti si occupano poi dei compiti dei castellani, e delle pratiche espressamente vietate quali il commercio con la popolazione locale, l’abbandono del posto senza licenza, l’accettazione di un altro ingaggio.

Infine le clausole sulla diserzione e le pene previste, e sull’obbligo per i collaterali di imporre il rispetto dei regolamenti e di non defraudare le truppe.”

(tratto da L’organizzazione militare di Venezia nel ‘400, autore Michael E. Mallet, editore Jouvence pg.148)

Queste raccolte di ordinanze sono in due copie e sono conservate in CARTE DEL CONTE FRANCESCO SFORZA in ASMi, Archivio Ducale Visconteo, 20, (5 dicembre 1433) e l’altra  in Commemoriali, reg. XII, cc.136-9 (1434). Le due versioni sono identiche tranne qualche modifica nell’ordine degli articoli. Ve ne è una terza versione modificata, più breve del 1 maggio 1441  emessa dopo discussione con i capitani (Commemoriali, reg. XIII, c. 106v.)

REGOLAMENTI:

Nuove disposizioni del banco degli stipendiarî

 

1      Primo. Quando si elencano armati, siano cavalieri, o fanti, si elenchino in questo modo, cioè: per prima cosa e minuziosamente il capitano e il collaterale, o il collaterale generale, di per sé stessi devono mostrarsi senza armi, con il colore del pelo e i segni <particolari> dei cavalli, e si devono scrivere i nomi,i cognomi e i patronimici tanto dei caporali dei sotto citati famigli quanto dei giovani cavalieri e fanti, dopo di che si marchino i cavalli, e si faccia una rassegna della truppa; fatto ciò si dia un comandante; e fatto ciò sia fatto fare il giuramento ai caporali, come stante nei nelle successive clausole relative al giuramento et cetera. Similmente si elenchino i fanti, indicando il colore dei capelli e i segni particolari secondo la consuetudine.

 

2      Che gli armigeri che dispongono di una, o due, lancia siano tenuti a notificare i ragazzi[1]; chi disponga di tre lance sia tenuto a notificare due attendenti, e così di seguito; e nel caso vogliano specificare ulteriormente, sia rimesso alla loro disponibilità.

 

3      Ove gli armigeri hanno un limite di otto giorni per rimandare [indietro ?] famigli e attendenti, e di quindici giorni per i cavalli ovvero ronzini, abbiano [invece] un termine di dieci giorni per i famigli e attendenti, e di venti per i cavalli, con la seguente precisazione che nel caso non li rimandassero entro i termini prescritti, e non si giovino della proroga, li perdano per l’intera durata del servizio.

 

4      Che gli armigeri siano privati della paga a partire dal giorno della alienazione per ogni cavallo ceduto tramite vendita, donazione, baratto o altro o in qualsiasi altra forma; invece per ogni cavallo denunciato come inefficiente tramite i collaterali o dichiarato inutile tramite gli stessi armigeri, e che sia dichiarato tale dai collaterali, sia dato un termine di quindici giorni per la restituzione senza che vi sia alcuna detrazione della paga; e se non vi fosse resa entro il termine, gli armigeri godano comunque del beneficio della proroga.

 

5      Nel caso in cui un armigero sia assente e vi sia un altro che possa trarre beneficio a proprio vantaggio dal suo cavallo, in modo tale che la paga venga perduto per una sola circostanza, o per mancanza della persona oppure del cavallo. Similmente, se di disponesse di più lance e nell’elenco del capo delle lance mancasse in un luogo una persona o in un altro un cavallo, si debba sempre registrare dove manchi in ogni luogo il cavallo o la persona a beneficio e vantaggio degli armigeri senza alcuna perdita di paga; e fatta completa relazione di quanti manchino l’armigero sia destinato a vantaggio di quei capi lancia dove manchino persone o cavalli o una singola persona o un singolo cavallo; intendendo analogamente [che si applichi ciò] in ogni circostanza delle precedenti per quanto concerne ronzini e cavalieri e ?,  come specificato in precedenza.

 

6      Che nelle riviste degli armigeri dei conestabili dei fanti non si possa inserire alcuno in sostituzione di cavallo, o famiglio ovvero fante mancante salvo tuttavia che per due mesi prima della rivista, anche se le riviste, o la loro predisposizione, siano state stabilite con largo anticipo. A rassegna compiuta tuttavia debbano perdere chiunque abbiano mancato di presentare; stabilendo che se i conestabili o i capitani dei fanti mancassero alla rivista, perdano, come stabilito, un ragazzo e la paga morta nel caso ne dispongano.

 

7      Nel caso in cui gli elenchi avuti dai collaterali, al di fuori delle rassegne, relativi a cavalli, famigli o fanti che risultino inutilizzabili o falsificati, si possa addebitare rassegne fino a quattro mesi anche se vi fosse tempo a disposizione oltre i quattro mesi citati; e se fossero scoperti i responsabili della contraffazione, sinao condannati a due mesi di carcere, e nella stessa pena incorrano quanti di registrassero dando false generalità.

 

8      Che tutti gli uomini d’arme, conestabili, fanti e castellani, nel caso in cui vada perduto un cavallo di servizio[2] o di qualche alleato, entro dieci giorni siano tenuti a farlo cancellare dall’ufficio del collaterale, e nel caso non lo facessero incorrano nella rassegna bimestrale o prima o a partire dall’ultima.

 

9      Che gli uomini d’arme presenti nei castelli per i ragazzi o famigli catturati o uccisi perdano solo la metà della paga; e per i cavalli morti, perduti o sottratti durante l’esercitonon perdano la paga. Nel caso invece sortissero dal castello, per i ragazzi e i famigli perdano l’intera paga; per i cavalli invece solo metà della paga, nel caso vi fosse qualcuno che cavalchi, fino a quando non verrà erogato il compenso, valutato correttamente, per compensare i cavalli (persi); ed erogato il compenso valga il termine di un mese per rendere i cavalli, godendo in questo periodo dello stesso beneficio.

 

10   Nel caso in cui gli uomini d’arme deliberatamente perdessero uno dei loro cavalli o si comportino in modo tale da perderli, oppure lo trafugassero o lo vendessero per evitare le spese [di mantenimento?], e ricevessero la paga  con l’intento di percepire anche la sovvenzione; se venisse riconosciuto l’intento fraudolento siano completamente privati della paga; e del loro comportamento sia bene avvertito il loro comandante, e lo si renda noto al collaterale.

 

11   Che tutti gli uomini d’arme e i conestabili dei fanti siano tenuti a condurre nei castelli tutti i cavalli, i famigli, i ragazzi e i fanti che risultino elencati; nel caso perdessero qualcuno di questi siano obbligati a notificare al conestabile tutti coloro che non hanno condotto, e per quale causa e dove li abbiano perduti; e sottratti [questi] dagli elenchi ovvero da quanti percepiscono la paga, nessuno possa concedere il permesso di lasciare l’esercito senza la licenza del capitano generale o di qualcuno in sua vece, la quale licenza deve essere scritta dal collaterale, sotto pena della perdita della paga a partire dal giorno di inizio dell’esercito.

 

12   Nel caso in cui un uomo d’arme, sia cavaliere o fante, di qualsiasi condizione morisse, siano subito sequestrati i suoi beni in qualsiasi condizione si trovino; e nel caso fosse debitore, il primo di questi beni sia dato al comune veneziano; il secondo al suo comandante; dei rimanente si stabilisce secondo il diritto.

 

13   Se qualche castellano guardiano delle porte e degli altri fortilizi facesse rispondere qualcosa di falso alla rassegna o facesse a scrivere il falso e che non sia di sua competenza, sia condannato a pagare venti ducati da consegnare alla camera (al tesoro) del serenissimo dominio; coloro i quali fossero stati elencati falsamente o fossero presenti alle rassegne, siano incarcerati per quattro mesi senza possibilità di remissione.

 

14   Nel caso in cui qualche condottiero, capitano della cavalleria, comandante, castellano, guardiano o conestabile della fanteria o altri di qualsiasi condizione contragga debito, faccia ricevuta, sia cassato e subito debba fare rassegna senza armi, e nuovamente debba dare garanzia al banco dei collaterali di rispettare i termini del debito e di risolverlo; che i debiti, una volta contratti, siano rimessi al soldo del predetto dominio; e se i garanti non potranno coprire il prestito, allora il collaterale faccia sequestrare tutti i beni del debitore, e lo stesso debitore venga incarcerato fino a quando il debito e i creditori non verranno soddisfatti. Giuri inoltre lo stipendiato di non agire contro il dominio, i suoi sudditi e alleati prima di sei mesi. Che la disposizione valga almeno per tre giorni o più a seconda della decisione dei capitani e dei collaterali secondo quanto il cassato rimarrà in città o nel circondario. Giuri inoltre lo stipendiario cassato, nel caso sia stato cavaliere, che sia comportato correttamente e che il debito fu a suo carico, e che il cavallo e le armi a lui ascritte fossero sue.

 

15   Che i caporali di cavalleria che siano elencati nei libri del nostro banco siano intesi come autentiche lance, e che debbano essere onesti e probi capitani, e che i cavalli e i famigli a lui ascritti siano suoi; e nel caso fosse provato diversamente rischino di essere condannati a perdere la paga di due mesi, di essere incarcerati per due mesi, e che siano espulsi.

 

 

Termini del giuramento che deve essere prestati dagli stipendiarii, sia cavalieri che fanti

 

16   Primo, tutti i condottieri e i caporali(?) giureranno sui Vangeliche saranno fedeli e osservanti in ogni cosa al dominio.

 

17   E giureranno come sopra che non stipuleranno, o faranno trattare da altri, tra sé o con altri patti, all’oscuro del detto dominio o dei capitani, che siano o possano essere a danno dell’onore, dello stato o dell’obbedienza del predetto dominio.

 

18   Inoltre giureranno come sopra che non appena sapessero, sentissero o anche credessero che altri complottassero contro lo stato e l’onore del detto dominio, di proprio possano agire affinché il patto non sortisca effetto, e quanto più rapidamente potranno avvertiranno il dominio o i capitani; e potranno arrestare coloro che fossero coinvolti e i loro alleati, e che siano consegnati al dominio o ai capitani. Se il dominio o i capitani non potessero notificare direttamente (l’arresto?), lo facciano tramite un messaggero. Se i congiurati non potessero  essere consegnati al dominio o ai capitani, li  consegnino a qualche loro ufficiale che sia il più idoneo; e se non potessero fare ciò si comportino nei loro confronti come fossero loro nemici.

 

19   Giureranno anche nel modo predetto che, se qualcuno degli stipendiarii commettesse un reato o un omicidio, opereranno e facciano in modo che il reo sia arrestato e consegnato ai capitani; nel caso in cui il reo sia arrestato da un ufficiale o da altri, non accetteranno la consegna fino a quando giureranno di consegnarlo come detto sopra.

 

20   Giureranno che se qualche sedizione sorgesse in città o in qualsiasi altro luogo si trovino, non accorreranno da alcuna persona o nel luogo della sedizione indipendentemente dalla situazione, vadano unicamente alla casa del capitano o di chi ne faccia le sue veci a ricever gli ordini; se in città non vi fosse il capitano o altro suo sostituto, vadano alla casa dell’ufficiale che sostituisce il capitano, facendo ed agendo secondo quanto credano e che sarà loro ordinato dal detto ufficiale per l’onore e la conservazione del dominio.

 

21   Giureranno come sopra che se qualcuno di loro verrà a conoscenza da parte di amici che un condottiero, un conestabile o qualunque altro tra gli stipendiarii del dominio vuole recedere dal contratto e dalla obbedienza, subito lo notificheranno al capitano o a qualunque altro ufficiale preposto.

 

22   Giureranno di non commettere dolo o frode o qualche altra cosa che sia a danno dell’onore e dello stato del dominio e non facciano ????

 

23   Giureranno inoltre di non recedere senza permesso e anzitempo dal servizio o dal soldo del dominio con il pretesto di altri impegni o promesse che a qualcuno di loro venga fatta da qualche principe, o barone, o comune o società o da qualsiasi altra persona o con la scusa di feudi o benefici che abbiano o che possano avere nel periodo del loro contratto.

 

24   Giureranno che i propri noni e i patronimici che hanno iscritto siano autentici.

 

25   Giureranno di non chiedere doppia paga e il mese completo in caso di guerra o di battaglia in qualche luogo, ma combatteranno e faranno quanto ordina il capitano o altri che siano deputati in sua vece da parte del dominio. Nel caso in cui il dominio o i suoi capitani o quanti in loro vece lo vorranno, daranno doppia paga e mese completo. Tuttavia gli stipendiarii siano tenuti a consegnare tutti i prigionieri di rango[3], dando agli stessi stipendiari per ogni prigioniero quanto è convenuto in ogni caso,cioè dando paga doppia e mese completo oppure no; sinao città, luoghi e fortilizi e si intendano essere del detto dominio.

 

26   Giureranno che se qualche stipendiario tra i loro, di qualsiasi condizione sia, farà prigioniero un ribelle o un traditore del dominio, questi che avranno catturato dovranno essere consegnati al dominio o ai suoi rettori in cambi di una giusta taglia.

 

27   Giureranno che nessuno dei propri stipendiarii farà cavalcate per città, terra, catello, campo, villa o altra parte senza autorizzazione del dominio o del capitano o di altri rappresentanti sotto pena di perdere cavalli e armi e altro a discrezione del dominio, del capitano o altri come detto sopra.

 

28   Giureranno di osservare tutti i termini enunciati, e che li osserveranno fedelmente senza inganno, comprendendoli bene e senza cavillare.

 

29   Giureranno inoltre che non daranno alcun tributo, direttamente o indirettamente, ad alcun collaterale o altro ufficiale in occasione della iscrizione o altra occasione; e se qualcuno lo farà, sia immediatamente cassato e imprigionato per un mese e non percepisca soldo per lo stesso periodo.

 

30   Se i sudditi del dominio verranno danneggiati nei beni e nelle vettovaglie in occasione del passaggio degli stipendiarii, cosa in sé pessima, non essendo sostenibili le spese dei detti stipendiarii se non per conservare i sudditi e i loro beni, sia bene che si provveda alle estorsioni e violenze, il dominio ordina e dispone che chiunque verrà a sapere di qualche danno arrecato ad alcuno suddito da qualcuno degli stipendiarii, in ogni modo lo comunichi per scritto, ben comprovato, ai capitani o ad altri ufficiali tramite i quali i detti stipendiarii abbiano risoluzione e che dalle prime paghe diano soddisfazione ai chi ha ricevuto danno, e che la pena a carico di coloro che hanno provocato il danno sia a discrezione del capitano generale o di altro capitano delle città o dei luoghi.

 

31   Nel caso un capitano, castellano, guardiano o altro ufficiale non reperisse all’interno della cittadella, castelli o altri luoghi e fortilizi qualche conestabile degli stipendiarii con gli alleati o altri addetti ai fortilizi, si ponga da sé, senza ordine dei capitani, a sostegno (guardia?) del fortilizio, sotto pena ai contravventori da comminarsi a discrezione del capitano.

 

32   Che nessun figlio, fratello, consanguineo, parente (materno) o paterno di castellano o di custode di fortilizio che sia iscritto nei libri dell’ufficio degli stipendiarii o si sia iscritto successivamente sia cassato senza speciale ordine del capitano; nel caso in cui fosse cassato o sospeso dal capitano, il castellano o il custode, sotto il quale fosse stato iscritto, entro un mese dovrà sostituirlo con un altro di pari o migliore consanguineità, oppure perda il soldo di due paghe; e se entro un altro mese non rimarrà, allora lo stesso castellano lo cassi e si provveda ad un altro; sia compito del capitano che ciò si osservi.

 

33   Che non vi sia castellano o custode che osi fare mercato nel castello in cui si troverà e neppure nella città, terra o territorio nella quale o nel quale ci sarà castello o rocca, nel quale o nella quale sarà castellano o custode; per far commercio  il castellano deve uscire o inviare qualcuno dei suoi al di fuori del fortilizio, o ricevere qualcuno dentro; e ciò sotto pena di cinquanta ducati d’oro da versare alla camera del dominio.

 

34   Che nessun castellano o custode come sopra osi contrarre matrimonio, per sé o per il figlio, cognato parente che sia iscritto con lui, con qualche cittadino o del contado, conestabile o stipendiario delle città, distretto o territorio nel quale o nei quali il detto castellano sarà assegnato, senza licenza del dominio o del capitano che di ciò abbia buona avvertenza; e se qualcuno contravverrà, sia cassato.

 

35     Che nessuno tra i predetti osi stare di notte fuori dal fortilizio nel quale si trova senza permesso del capitano sotto pena di dieci ducati d’oro da versarsi alla camera; e se vi fosse un accusatore, abbia metà della somma.

 

36     Che nessun castellano o custode come sopra osi vendere o faccia vendere ad alcuno vino, pane o carni al minuto o in altro modo, salvo ai compagni con lui iscritti sotto pena di venticinque ducati tante volte quante contravverà e a quelli che si possa accusare; metà dei quali (ducati) sia data alla camera e metà all’accusatore nel caso fosse un daziario; se non lo fosse, la terza parte sia versata alla camera, un terzo al dazio e la parte rimanente all’accusatore.

 

37     Che nessun castellano, custode, conestabile o altro stipendiario o alcuno o altri iscritti con loro osi prendere in affitto o lavorare o far lavorare qualsiasi terreno, vigna o campo nel territorio o distretto di quella città nella quale sarà di stanza sotto pena di cinquanta ducati per i castellani, custodi o conestabili, e di venti ducati per ciascun socio; e in più siano cassati; e l’ammenda sia versata alla camera; e si ci sarà accusatore, gli sia data la metà.

 

38     Che nessun castellano o custode come sopra osi far prestito ad usura ad alcuna persona che risieda nel fortilizio a lui assegnato, e neppure che dia in soccida bestiame ad alcuna persona che risieda nella città o nel territorio nel quale si trovi il fortilizio, sotto pena predetta.

 

39     Se qualcuno dei precedenti avrà licenza di tornare in patria o altrove omettendo di promettere di tornare, sia cassato come fuggitivo e sia condannato a pagare cinquanta lire piccole; e se tornasse dopo qualche tempo e il castellano o il custode non riscuoterà la detta somma di cinquanta lire sia condannato a comporre la detta pena e ad altrettanto sia condannato il custode o il conestabile; [detta somma] sia da versare alla camera; e si vi sarà accusatore, abbia la metà della multa del custode o castellano.

 

40     Se qualcuno tra gli attendenti o i compagni del capitano o dei conestabili per qualche ragione sarà cassato e passasse al soldo di qualcuno che sia sospetto o nemico del dominio, in nessun modo potrà essere assoldato [nuovamente] dal dominio; e se alcuni di questi fossero alla portata dei castellani, custodi o conestabili, questi dovranno arrestarli e consegnarli al capitano o ad altri in sua vece, e si proceda giuridicamente contro; e ciò sotto pena per i castellani, custodi o conestabili  di cinquanta ducati per ciascun vice da versarsi alla camera, e di venticinque lire per ogni compagno e più secondo giudizio del capitano.

 

41     Se qualche stipendiario, cavaliere o fante vuole che un cavallo rimanga in qualche luogo perché malato e che lì rimanga con permesso, allora si scriva al rettore o all’ufficiale dove si trova il cavallo malato, e al rettore o ufficiale pervenga la lettera che certifichi che il detto cavallo è malato, descrivendo il colore del manto e i segni [particolari]; e se non fosse a tal punto malato lo si mandi; se invece fosse talmente malato da non potersi muovere, si assegni un termine di venti giorni o più ad arbitrio dei capitani e dei collaterali a seconda della malattia, purché non si passi il termine di un mese.

 

42     Che gli stipendiari, cavalieri o fanti, preposti alla custodia di cittadella, curia, piazza, castelli, porte, ponti e degli altri fortilizi delle città e del distretto debbano risiedere con i loro famigliari, se ne hanno, all’interno dei luoghi custoditi, e non possano avere all’esterno di questi alcuna casa in affitto o altro; e ciò sotto pena a carico di ciascun contravventore o vice di dieci lire piccole; e sia immediatamente cassato, e in aggiunta non percepisca soldo per un certo periodo; e se il conestabile o castellano sarà al corrente di ciò e non avviserà il capitano o il collaterale, venga multato di venticinque lire per ciascuno [dei contravventori] e dei vice; e se vi sarà accusatore di ciò, abbia la metà della multa, l’altra metà venga versata alla camera.

 

43     Che in nessun modo venga iscritto al soldo nella città o nel distretto che ne sia abitante o che vi abbia moglie o parentela con qualcuno degli abitanti della stesa città o distretto, e se ve ne siano (iscritti) siano immediatamente cassati; e se qualcuno si iscrivesse fraudolentemente  e ne giungesse notizia, sia subito cassato e perda il soldo già ricevuto o che deve essere percepito dal giorno della iscrizione fino a quello di cancellazione, e che la paga torni alla cassa del capitano o del conestabile; e se di ciò il conestabile o il castellano fosse stato a conoscenza, sua multato di cinquanta lire piccole da versarsi alla camera. Che non sia assoldato chiunque sia o sia stato servitore (famiglio) di qualche cittadino, abitante o distrettuale o che si sia intrattenuto con questi se prima non sarà stato per almeno un anno fuori dalla città o distretto, dopo ciò sia assoldato a discrezione del capitano, salvo non abbia grazia o privilegio dogale; escludendo in ciò armigeri e fanti soliti[4] al combattere che sono cittadini, abitanti e distrettuali o maritati o con parentele i quali possono essere assoldati, tuttavia non nei fortilizi.

 

44     Che lo stipendiarlo, cavaliere o fante, incaricato della custodia predetta non osi lavorare in alcun modo al di fuori della sua competenza sotto pena di dieci lire piccole, e sia immediatamente cassato e non possa essere assoldato nella stessa città o distretto; e chi fornisse lavoro allo stipendiarlo sia parimenti multato; e se il castellano o il conestabile del contravventore sarà a conoscenza di ciò, venga multato di venticinque lire piccole; e se vi fosse accusatore, abbia metà della multa e l’altra metà sia versata alla camera; dichiarando tuttavia che, sotto applicazione della pena predetta, in alcun modo i provvisionati sia della curia che della cittadella e altri deputati ala custodia della curia e i cavalieri stipendiarii siano impiegati per lavorare.

 

45     Che i castellani delle città e distretto e i custodi dei fortilizi dello stesso distretto e gli altri capitani che dipendono dalla camera e che sono iscritti nei libri dei banche degli stipendiari non osino e non presumano in alcun modo uscire fuori le porte o portelli che sono dentro il fortilizio davanti al ponte levatoio e grappinus, anzi devono stare costantemente all’interno e non allontanarsi senza particolare permesso del capitano, e ciò sotto pena di cento ducati d’oro e della perdita di ogni ufficio o beneficio, e che in nessun caso possa essere assoldato in qualsiasi luogo del dominio per alquanto tempo.

 

46     Che i predetti castellani e custodi non abbaino facoltà di permettere ad alcuno di rimanere fuori del fortilizio di notte (durante il giorno possono tuttavia dare licenza per badare ai propri affari) salvo che nel tempo di paga quando possono dare licenza di andare in città e soggiornarvi; chi sia stato incaricato al banco degli stipendiarii, quanto più rapidamente dovrà presentarsi e tornare con licenza del capitano, e i collaterali siano tenuti a segnalarne l’arrivo.

 

47     Che se dalle provviste consegnate al castellano e ad altri incaricati a qualsiasi custodia delle città e del distretto mancasse qualcosa per qualsiasi motivo senza che per ciò senza che vi sia autorizzazione scritta e sigillata e sottoscritta da parte del capitano della città, il castellano, custode o deputato rimetta il doppio di ciò che manca e sia subito privato del suo beneficio e venga incarcerato per un anno, e sia privato del soldo per un dato tempo all’interno del nostro dominio; e se in qualche modo in qualche luogo del nostro dominio, dopo aver rimesso il debito, quello stesso (castellano o custode o deputato) viene o venisse assoldato, senza alcun indugio deve essere incarcerato per due anni per mano del rettore o di qualsiasi ufficiale che venga a conoscenza di ciò; e tutte le volte che sarà trovato a non ottemperare il predetto ordine per altre o qualsivoglia vettovaglie venga multato del doppio del valore e più a discrezione del capitano dopo che sia fatta valutazione della qualità, salvo anche ogni condanna cui vorranno provvedere contro costoro gli ufficiali contabili.

 

48     Che nessun conestabile in città, cittadella e borgo osi in alcun modo vendere o far vendere al minuto il vino ai soci o ad altri sotto pena di cassazione e multa di duecento lire piccole, ma possono vedere all’ingrosso, cioè per brenta, per un guadagno massimo di cinque soldi a brenta; e se qualcuno dei predetti diverrà accusatore, abbia metà della multa nel caso sia ufficiale del dazio e l’altra metà sia versata alla camera; nel caso non sia ufficiale del dazio, riceva un terzo della multa, un terzo vada alla camera, un terzo al dazio, non intervenendo in ciò i conestabili preposti alla custodia dei castelli.

 

49     Che i conestabili delle porte e dei ponti siano tenuti e debbano avere sempre due (uomini) al rastrello, cioè uno per ogni rastrello, con spatis e glavarinis; e ciò sotto pena di tre lire piccole per ciascuno e per chi contravverrà; e se qualcuno potrà essere accusatore, abbia la metà della detta multa, l’altra metà vada alla camera.

 

50     Che i predetti conestabili in alcun modo osino o presumano allontanarsi dai luoghi custoditi nei giorni di mercato anche se ne avessero licenza da parte del capitano sotto pena di venticinque lire per ciascuno e chiunque contravverrà; e se qualcuno potrà essere accusatore, abbia la metà della detta multa, l’altra metà vada alla camera; per gli altri giorni il detto capitano abbai la facoltà di dare licenza, purché ponga persona idonea in loro vece.

 

51     Che nessuno di qualsiasi condizione osi o presuma prestare a qualche stipendiarlo, sia cavaliere che fante, cavalli o armi di qualsiasi qualità per iscriversi (al libro degli stipendiarii) o fare rassegna sotto pena di sequestro dei cavalli o delle armi che devono essere poste all’asta pubblica e il loro ricavato sia versato alla camera; gli stipendiarii che abbiano avuto in prestito cavalli e armi siano condannati a perdere il soldo per il cavallo per tutto il tempo della iscrizione (al libro), e anche a perdere le armi per tante rassegne e per il tempo che abbiano avuto in prestito le armi con il doppio, intendendo per doppio tanto il soldo quanto la detta multa per le armi; e se vi fosse accusatore abbia la metà della multa delle armi e dei cavalli.

 

52     Che tutti i castellani e i custodi non osino vendere pane e vino ai propri salvo per quanto sarà valutato dal capitano, la quale stima e prezzo dovranno essere fatte dal capitano tutte le volte che piacerà; il prezzo, una volta stabilito, dovrà sempre essere registrato al banco dei collaterali, intendendo che il detto prezzo e stima debba essere solo per il vino de plano, e i castellani e i custodi sono tenuti ad osservarli sotto pena specificata nel capitolo relativo alla vendita al minuto del vino.

 

53     Che i collaterali e gli altri scrivani, sotto debito giuramento, e sotto pena che parrà opportuna al capitano, non osino e presumano notificare ai nostri stipendiarii, sia cavalieri che fanti, il colore dei capelli (e del pelo) o segni particolari degli uomini e dei cavalli, affinché il nostro comune non possa essere defraudato dalle dette nostre genti.

 

54     Che qualsiasi conestabile con soldo di condotta da 25 a 35 abbia iscritto un cavallo oltre la sua condotta, e avendo solo il solo di 10 e se volesse avere un cavallo, riceva solo 32 lire per sé e per il ragazzo; con soldo da 35 fino a 49 i conestabili abbiano due cavalli, uno in paga l’altro fuori condotta; da 50 a 79 tre cavalli, due in paga, uno fuori condotta; da 80, 4 cavalli, due in paga, due fuori condotta; similmente si osservi ciò nelle condotte maggiori, o se ai conestabili se ne aggiungessero in ragione del soldo, non abbiano per i cavalli in qualsiasi modo concessi più di 10 lire veneziano al mese per ciascun cavallo. //

 

55     Tutte le volte che accada che un armigero o fante di qualche conestabile abbia ragione o necessità di allontanarsi dal suo luogo o di inviare in sua vece famigli, ragazzi o cavalli nel territorio, tramite il capitano generale o il rettore collaterale delle città e dei luoghi la Signoria posa concedere licenza per il tempo di venti giorni all’interno del dominio, di trenta all’esterno, ma in tempo di guerra quindi giorni all’interno del dominio e venti all’esterno; entro tale termine chi avrà licenza non perda il soldo, se invece tornerà oltre il termine perda il soldo per il periodo di tempo dal termine della licenza fino al rientro; chi invece abbandoni il suo posto senza licenza per muoversi all’interno della signoria, perda il soldo senza alcuna possibilità di remissione, chi invece uscirà senza licenza dal dominio perda il doppio del soldo; le licenze predette devono essere registrate secondo consuetudine all’ufficio dei collaterali; dichiarando che i condottieri non possono dare licenza di uscire dal territorio del dominio, salvo concessione predetta; aggiungendo che i castellani in alcun modo possono dare licenza di uscire dal fortilizio salvo per concessione predetta; e ai custodi delle porte o di altri fortilizi non si possa dare licenza per la quale possano dormire o pernottare al di fuori della propria custodia.

 

56     Che nell’elenco dei servizi degli armigeri, fanti, castellani e degli altri stipendiarii sia conservata l’onoranza di san Marco secondo la consuetudine in ragione di un quarto di ducato per lancia e quattro soldi di paga al mese per ogni lancia e del calcolo delle paghe giornaliere a seconda del loro servizio.

 

 

I cavalieri devono essere armati in questo modo

 

I condottieri e caporali devono avere: pancera d’acciaio (panzera azalis), corazza, spallacci, elmetto, bracciali, guanti, armisias, spada, lancia e speroni

 

I cavalieri devono avere: pancera, celata, bracciali, spada, lancia o stambecchina o ascia e speroni

 

Le sottolance (sublancee) devono avere: pancera, corazza, o petto chiuso o petto con piastre, elmetto o celata con sguanci (sguanceis), bracciali, armisias, spada, lancia e speroni

 

Multe per le armi mancanti dei cavalieri

 

Per pancera o corazza                                        ducati 1

Per elmetto di caporale                                     ducati ½

Per ciascun paio di bracciali                              soldi 10

Per ciascun paio di armisie                               soldi 20

Per ciascun paio di guanti                                 soldi 10

Per ciascuna spada                                              soldi 10

Per ciascuna lancia                                               soldi 20

Per ciascun paio di speroni                               soldi 10

Per ciascun petto per cavaliere                      soldi 10

Per ciascuna celata per cavaliere                   soldi

Per ciascun paio di spallacci                              soldi 10

 

I fanti devono essere armati in questo modo

 

I conestabili devono avere: pancera, celata, bracciali, armisias, spada, ronca o ascia oglavarina e targone

 

I caporali devono avere armi some sopra, e non devono avere ragazzo minore di quattordici anni che valga a fare (tenere?) targone

 

I fanti che dispongano di un solo famiglio è sufficiente che abbiano almeno celata, un bracciale a destra, spada, schinieri e targone, e abbiano in mano lancia che possano passare al famiglio quando lo stesso famiglio porga a loro il targone

 

I fanti che dispongono di più di un famiglio devono essere armati nello stesso modo come sopra, con lancia in mano che danno al famiglio che porta con sé il targone

 

Tutti gli altri famigli devono avere almeno: celata, bracciali, lancia e spada

 

I fanti con solo il soldo devono avere almeno: celata, bracciali, spada, lancia o arco oppure balestra a crocco (a maneta), purché siano abili con l’arco o con la balestra

 

Per ogni 25 ci devono essere almeno 8 targoni

 

I balestrieri (con balestra) a mulinello o crocco, in campo devono avere balestra con mulinello, celata, bracciali, spada e crocco o maneta; nei fortilizi invece devono avere celata, pancera o corazza, bracciali, spada e crocco o maneta

 

Multe per le armi mancanti dei fanti

 

Per pancera                                                                    ducati 1

Per celata di conestabile                                           ducati ½

Per armisie intere                                                        soldi 20

Per schinieri                                                                   soldi 10

Per bracciali                                                                    soldi 10

Per ronca o ascia                                                          soldi 10

Per celata                                                                        soldi 10

Per spada                                                                        soldi 10

Per lancia lunga, arco o balestra a maneta        soldi 10

Per targone                                                                    ducati ½

Per glavarina                                                                  soldi 10

Per tamburino                                                               ducati 1

 

Multa per le armi dei balestrieri

 

Per balestra a mulinello                                             ducati 1

Per mulinello                                                                 ducati ½

Per crocco o maneta                                                  soldi 5

 

Simile multe devono essere comminate ai balestrieri a maneta cioè per balestra ducati 1 e per crocco o maneta soldi 5

 

 

[1] si rende così l’accusativo latino ragacios

 

[2] Equus famulus aut socius

 

[3] Letteralmente tutti i prigionieri che portano dei bastoni e altri che abbiano di per sé qualche feudo: omnes captivos portantes bastonum et alios qui habent dominationem aliquam in se

 

[4] Segue habitare depennato

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