Notizie interessanti, immagini e documenti sulle artiglierie e gli artiglieri del XV secolo

Su questo articolo verranno caricate notizie interessanti, immagini e documenti sulle artiglierie e gli artiglieri del XV secolo, Visto che sarà un articolo work in progress, ad ogni documento aggiunto verrà assegnato un numero. Il mio commento o eventuali note saranno scritte in Grassetto Corsivo Sottolineato

Kwidzyn_bombarda

1.) Bartolomeo Facio che dal 31 ottobre 1446 fu storiografo ufficiale  della corte Aragonese scrive nella sua opera De rebus gestis ab Alphonso I Neapolitanorum rege…di queste macchine altre si fanno di bronzo, altre di ferro; ma le prime sono migliori e più utili. La bombarda è formata di due canne pressochè uguali in lunghezza, se non che l’anteriore è molto più grande. Alcune si fondono insieme, altre disgiunte; ma in tal caso la minore si fa entrar così aggiustatamente nella più capace che dal luogo in cui si connettono, niun menomo fiato traspiri. Poi s’affusa la macchina sopra un grosso tronco di quercia cavato, che chiamano ceppo.(notizia che reputo interessante a livello didattico)– La forza per cui con tant’impeto si getta la pietra, deriva dalla polvere che si fa con zolfo, nitro e carbone di salice (notizia che reputo interessante per i ricostruttori storici)– la qual polvere si versa nella minor canna, s’addensa, e nel luogo dove si commette coll’altra canna, si tura con un tappo di salice.(notizia che reputo interessante a livello didattico) Quindi si pone nella maggior canna un sasso rotondo adattato alla sua capacità. Finalmente per un foro praticato nel tubo più piccolo si dà fuoco alla polvere. E così quel sasso colluttando al di dietro con la violenza del fuoco, e cercando di uscir fuori, scappa via come una saetta. Né fu mai ritrovata alcuna maniera d’istrumento da guerra, la quale con più veemente impeto ed a più lunga distanza mandasse i proietti. Le più solide mura e le più ampie torri adegua al suolo. E que’ proietti giungono alla portata di duemila passi e miglio. (Tratto da La guerra tra Aragonesi e Angioini nel regno di Napoli; La battaglia di Sarno, pag. 33-34, Cava de’ Tirreni (SA) 2009)

2.) Informazione tratta da De rebus ab Alphonso I Neapolitanorum rege…di Bartolomeo Facio che dal 31 ottobre 1446 fu storiografo ufficiale della corte Aragonese

Le informazioni degli storiografi dell’epoca mi hanno sempre affascinato poiché contengono un sacco di notizie e curiosità che ci permettono di avere informazioni di prima mano  che ci permettono di farci un’idea sempre più completa del periodo studiato

“V’è ancora un’altra specie di cannone che volgarmente chiamano colubrina, perché piccolo è lungo di gran lunga più pericoloso del precedente (la bombarda), perché la sua saetta esce invisibile ad occhio umano, e prima uccide, che si veda ferire.”

“Alla sua canna ve ne hanno altre somigliantissime di minor dimensione.”

 (Probabilmente parla delle bocche da fuoco chiamate Cerbottane e le più piccole ancora Cerbottanotte, citate da Orso degli Orsini nel suo trattato”Governo et esercitio della militia) 

“Si adatta questa canna ad un fusto lungo tre piedi”

(Il piede napoletano, usato sin dall’XI secolo, valeva 0,3349 metri. quindi la misura del fusto e di 1,0047 metri) 

“e se ne valgono i soldati nelle battaglie come d’una balestra a mano.”

(Quest’ultima frase è interessante, poichè fino ad ora ho visto colubrine inceppate e statiche su cavalletti, il Facio invece dice chiaramente che per sparare venivano tenute in mano come una balestra manesca, non su cavalletto, altrimenti non avrebbe specificato “balestra a mano”)

“Niuna qualità d’armature può resistere; imperocché passa un cavalier armato, ancorché di pesante armatura. Detestabile istrumento per certo.”

“I suoi proiettili sono di piombo, e della grandezza di una grossa nocciola.”

(ecco qui vi è un pò più di difficoltà nel valutare, comunque sia da una rapida ricerca il diametro di una nocciola per la vendita può variare dai 12 ai 22 millimetri, quindi parlando di grossa nocciola si parla di circa 20 millimetri)

“V’hanno eziandio di tali istromenti che d’uno gitto spingono cinque e più palle.”

(Affermazione interessante. Sparare cinque e più palle alla volta? In teoria può essere possibile per il semplice fatto che le palle erano sottocalibrate e non vi sarebbe stato pericolo di otturamento con conseguente scoppio della canna.Qualora un giorno ve ne fosse la possibilità proveremo anche in pratica. P.S. Si cercano volontari)

(Tratto da La guerra tra Aragonesi e Angioini nel regno di Napoli; La battaglia di Sarno, autore Massimo Bucchichio, Cava de’ Tirreni (SA) 2009), pag. 35-36

3.) Sempre tratto da La guerra tra Aragonesi e Angioini nel regno di Napoli; La battaglia di Sarno, pag. 35-36, Cava de’ Tirreni (SA) 2009 pg.36

Notizie sulla battaglia di Sarno (7 luglio 1460) in uno scritto di papa Pio II descrive lo schioppetto (sclopetum)è stata inventata in Germania nella nostra epoca; essa è fatta di ferro o di rame, è a misura d’uomo, ha lo spessore di un pugno (interessante affermazione, forse allora non parla di schioppetti ma di una bombardella manesca,

Handbüse, Ende 14.Jh., Schäftung 1.H.15.Jh

lo spessore di un pugno mi sembra ben più grande dello spessore di uno schioppetto)

clusone-affreschi-morte dettaglio schioppetto

Chiesa dei Disciplini, Clusone. Bergamo. Dettaglio

 ed è concava per quasi tutta la sua lunghezza. Nella sua bocca viene introdotta una palla di piombo della grandezza di una nocciola, (ritorna il riferimento a palle grosse come nocciole) dopo aver prima immesso una polvere composta da cenere di fico (altro tipo di cenere adatta alla fabbricazione di polvere pirica a quanto sembra) o di salice, mista a zolfo e nitro. Quindi il fuoco viene appiccato attraverso un piccolo foro posto nella parte posteriore e, unendosi alla polvere , produce una forza che fa partire la palla alla velocità di un fulmine. Al momento della fuoriuscita della palla si sente un rumore simile a quello del tuono, che il volgo chiama scoppio, (da questa affermazione sembra di capire da dove ha origine il nome schioppettieri) da qui sono chiamati schioppettieri. Nessuna armatura regge l’urto di questo tipo di proiettile; anche il legno di quercia è da esso trapassato.( probabilmente il legno di quercia si usava per i ripari lignei ed era sicuramente usato come paragone per indicare la resistenza essendo implicitamente descritto come il legno più duro)

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