Lettera di lamentela di Pier Antonio degli Attendoli, Cugino dello Sforza, figlio del grande condottiero Micheletto al duca di Milano riguardante gli stipendi non ritenuti idonei. ( Campo contro Paternópoli, 26 novembre 1461, in ASM, SPEN, 207, ff. 120-121. )

La vostra excellentia de’ considerare che non avendo altro che lo soldo de la excellentia de vostra signoria, como a uno homo d’arme, non metendo altro di caxa mia, como è possibile ch’io possa vivere e, per in fino che ho potuto aiutarmi del mio, sempre ho fatto honore ala vostra excellentia, e cosí gli farò intendere che, da poy che sono con essa lei, ò spexa da ducati IIIMD d’ori, tra la roba de mio padre et de la dotta de mia muliere […] et quando vostra excellentia volesse dire che li altri non ano piú como mi, et piú io me lomento de li altri, avixo vostra excellentia che, in questo campo, è poche persone che spendeno tanto quanto fazo io […] et se vostra excellentia volesse dire me dovesse guardare de tante spexe, dico che III paghe che me dà vostra excellentia vano in lo canzelere, in tri mulateri, in uno menesschalco et in lo cocho, et questo sa vostra excellentia non ne poter che fare senza. La vostra excellentia de’ avere intexo da lo signor miser Alessandro et da li vostri mandati di qua la calestia grande che sempre avemo avuto […]. Io mi ritrovo in caxa boche XXXV, siché vostra excellentia può pensare se lo soldo me dà vostra excellentia può suplire a questo calestuoxo vivere, e de quante paghe à corsso in questo anno tra mi et li mei non ho avuto altro che ducati cinquanta d’oro, nondimanco nessuno de li mei non anno venduti li cavali, como anno facto de li altri, et per mantenermi la compagnia, como ò detto di sopra, ò consumato una parte de la dotta de mia mugliere et anche ò impignato alchune taze et quante giornei et vestiti et giupareli aveva del mio, in modo me ritrovo con una trista giornea et uno tristo giuparelo et, ultra questo, sono facto debitori in questo campo de piú de libre dece.

TRADUZIONE:

Vostra eccellenza deve considerare che non avendo altro reddito che la sua paga come uomo d’arme è molto difficile far quadrare i conti e fino a quando ho potuto ho anticipato i miei soldi quando non mi bastavano, tanto che le voglio far sapere che da quando sono al suo servizio ho speso (?) ducati d’oro, chiesti a mio padre e presi anche dalla dote di mia moglie. Se poi sua eccellenza mi contestasse il fatto che prendo la stessa paga degli altri, vorrei fargli sapere che in questo campo ci sono poche persone che spendono come me, e se mi volesse consigliare di spendere di meno vorrei fargli sapere che tre paghe mi servono per pagare il cancelliere, tre mulattieri, un maniscalco e il cuoco e di questi non posso fare a meno.Sua eccellenza avrà saputo poi dal Signor Alessandro e dai suoi che ha mandato della penuria di soldi che abbiamo. Io devo mantenere 35 persone (nella mia compagnia?) e nonostante io abbia avuto solo 50 ducati d’oro, nessuno dei miei (compagni d’arme?) ha venduto i cavalli come hanno fatto gli altri e per mantenere la compagnia ho consumato una parte della dote di mia moglie e ho impegnato delle tazze, giornee e farsetti di mia proprietà ed ora mi ritrovo solo un farsetto e una giornea vecchia e oltretutto mi sono indebitato di più di 10 libre

 

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