Notizie interessanti, immagini e documenti sugli archi e gli arcieri impiegati in guerra nel XV secolo sul territorio italiano

In diverse occasioni alcuni amici mi hanno chiesto notizie sull’impiego degli archi e degli arcieri nel XV secolo. All’inizio ho sempre dato riposte sicuramente insoddisfacenti perché personalmente ho sempre studiato poco il fenomeno vista la superiorità e l’abbondante uso della balestra e successivamente delle armi da fuoco portatili nel xv secolo. Ora però voglio aprire questa sezione con le poche informazioni che posseggo, sicuro che con il tempo e con l’aiuto di alcuni amici possa arricchirsi e diventare un infinito work in progress. Io personalmente posterò immagini e documenti sugli arcieri poiché di archi me ne intendo poco e niente. Sicuramente altri esperti con dati e documenti alla mano sapranno coprire questa mia mancanza.

BUONA LETTURA!

La prima immagine che posto l’ho usata altre volte ed è tratta dall’ Hesperis di Basinio da Parma, miniature di Giovanni Bettini da Fano, Paris, Bibliothèque de l’Arsenal, 630. Foglio 1 recto, Duello di Sigismondo e Alfonso.  Il poema composto tra il 1462 e il 1464 descrive la guerra tra le truppe del Malatesta assoldato dai Fiorentini contro Alfonso d’Aragona, campagna bellica che si è svolta in terra toscana tra il 1448 e il 1453. In questo dettaglio è raffigurato un arciere che tira sull’altra schiera. Una particolarità è che non ha una faretra ma le frecce sono tenute nella cintura. L’arco sembra un comune arco.

Arciere

La seconda  e terza immagine sono tratte sempre dalla guerra in Toscana del 1448/1453 e precisamente dall’assedio di Piombino ordinato da Re Alfonso d’ Aragona nel 1448. I dettagli sono tratti da Maestro dei Cassoni (?), XV secolo, Fronte di Cassone ligneo, Ringling Museum di Sarasota, Florida, USA)

In queste due immagini si vedono archi ricurvi mentre gli arcieri tirano dalla base delle mura agli assediati.

 

 

Per ora in ultima battuta inserisco un passo di un trattato militare del XV secolo scritto da Orso degli Orsini duca d’Ascoli, Del governo et exercitio de la militia, scritto alla metà del XV secolo.

Capitolo XIV

Et che tucti dicti guastatori portassero ultra li ferramenti un archo in mano con le frecze, a ciochè quando non bisognasse lavorare , potessero trare et fare damno a li nemici come li altri. Et che dicti archi fossero o vero de legnio longhi a la inglese, de quello bono legniame che se usano, o de busso o tasso, o vero d’osso, a la torchesca, si che li archi fossero buoni, che li guastatori seriano homini forti, poriano ben trare.

TRADUZIONE: Tutti i guastatori portino oltre agli attrezzi, un arco in mano con le frecce, in maniera tale che quando non lavorano possano tirare per fare danno ai nemici. Gli archi devono essere di legno buono di bosso o di tasso, lunghi all’inglese (longbow) o d’osso alla turchesca.

TO BE CONTINUED…

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