Notizie interessanti sulla fanteria del XV secolo tratte da “F. Storti – Fanteria e cavalleria leggera nel Regno di Napoli (XV secolo)”

fb_img_1531652298839

Per scaricare il contributo completo cliccare QUI

Pagina 1. Stimolata nel suo sviluppo dai continui conflitti scoppiati nella penisola tra XIV e XV secolo, la fanteria italiana si presenta, a metà del Quattrocento con un arma specializzata e versatile, distinta da una notevole complessità compositiva.

Pagina 2… gli italiani, e in certe regioni in maniera davvero consistente, hanno esercitato per secoli la professione del fante: elementi di diversa estrazione, ma che per l’ultimo medioevo non si sbaglia a definire come afferenti a un ceto urbano, semiurbano  o “quasi cittadino”, dotato di un suo prestigio nel contesto locale e nemmeno irrisorio dal punto di vista economico.

Nelle fanterie italiane del ‘400 sono presenti, infatti, oltre ai pedoni veri e propri e ai combattenti con armi inastate, adoperati per lo più nei servizi di guardia, anche tiratori qualificati, soprattutto balestrieri, militanti a piedi o a cavallo, nonché, più tardi ma meno di quanto si creda, schioppettieri…

Dotati di celatina, una robusta armatura del capo aperta dalla bocca in giù e allungato all’indietro in una falda (gronda), è di una protezione del busto smanicata che lascia liberi i movimenti (corazzina), i pedoni Italia nel ‘400 combattono con asta cuspidata (spiedo d’arme), scudo e spada. Si tratta di armamenti di tutto rispetto, che li pone come si accennava, su un ottimo piano professionale, e sociale…

Così armati, i soldati italiani di fanteria del XV secolo costituiscono un arma nuova, agile e combattiva, che si distacca considerevolmente sul piano tattico dal modello delle fanterie tardo- comunali: queste, operanti in alcuni stati fino a metà Quattrocento (e a Firenze almeno fino agli anni Settanta), erano tradizionalmente divise nelle tre tipologie dei lancieri, degli scutiferi (pavesari), e dei balestrieri e sviluppavano azioni soprattutto difensive e di protezione delle squadre di cavalleria.

Pagina 2/3 elaborata come duttile strumento di guerra da impiegare in sincronia con cavalleria e artiglieria da campo, la fanteria italiana quattrocentesca può sviluppare invece azioni autonome, mostrandosi vitale nell’occupazione di luoghi elevati e impervi o nell’ assalto agli accampamenti fortificati;  secondo il Pieri, anzi, a tutt’oggi insuperato studioso di “cose militari” rinascimentali, fu proprio l’impiego contro le opere difensive da campo (sempre più accurate e meglio allestite) a indirizzare i condottieri verso la progettazione del nuovo organismo tattico, che appare definitivamente realizzato solo nella seconda metà del secolo XV e al cui perfezionamento, aggiungiamo qui, non dovete essere strano un certo gusto estetico classico, data la clamorosa somiglianza del pedone dell’epoca all’oplita greco.

CONTINUA….

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Apparati difensivi (elmi, armature, etc), Armi bianche, Armi da fuoco, Balestre e Balestrieri, DOCUMENTI, Fanterie, RICERCHE, scudi, pavesi, targhe, targoni, VITA MILITARE e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...